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Gli Stili

Le 8 Forme Stilistiche del Combattimento con Spade Laser o Light Saber Combat

Nel Corso degli Anni Accademici ci cimenteremo nella conoscenza e padronanza di questi stili. Scopriamoli insieme:

 

 

Forma I: Shii cho

È il primo stile di combattimento che viene insegnato perché permette di apprendere i movimenti basilari del Lightsaber Combat, ripresi anche nei successivi.

La posizione di guardia, con impugnatura a due mani, è il fulcro di questo stile in quanto funge da prima e più importante difesa.

La Prima Forma non eccelle contro nessuno degli altri stili di combattimento ma, d’altro canto, non difetta nemmeno in efficacia: questo è il secondo motivo per il quale resta il primo ad essere insegnato; infatti con lo Shii-Cho anche l’allievo alle prime armi può affrontare degnamente chi padroneggia gli stili più avanzati.

 

 

Forma II: Makashi

Uno stile molto elegante ed aggressivo, che si differenzia dallo Shii-Cho già nel modo di impugnare la spada: da due mani ad una mano sola.

Per questo motivo, la sua difesa è notevolmente ridotta, ma viene compensata dalla maggiore distanza tra i duellanti, a causa della posizione di guardia allungata e degli attacchi precisi e veloci.

 

 

Forma III: Soresu

Al contrario del precedente, il Soresu fa della difesa e del risparmio delle energie fisiche le sue armi vincenti.

Le sue tecniche spingono l’utilizzatore a roteare intorno all’avversario con movimenti armoniosi e fluidi, rendendolo lo stile migliore da utilizzare quando si affrontano contemporaneamente più avversari.

Inoltre, la Terza Forma si avvale quasi completamente dell’utilizzo di cavazioni sulla lama avversaria che, nonostante siano presenti anche in altri stili, in questo caso risultano fondamentali per massimizzare l’efficacia del Soresu.

 

 

Forma IV: Ataru

Questo stile fa dell’imprevedibilità dei suoi movimenti l’arma principale per prevalere sull’avversario, creando una confusione tale che quest’ultimo fatichi a comprendere le vere intenzioni dell’utilizzatore.

I suoi attacchi, a volte lunghi e a volte corti, e le sue diverse posizioni di guardia, sempre morbide e in continuo movimento, fanno dell’Ataru uno degli stili più difficili da affrontare.

A bilanciare questi suoi punti di forza vi è, però, il costante e consistente consumo di energie fisiche richieste all’utilizzatore di questa Forma.

 

 

Forma V: Shien

Lo Shien è la diretta evoluzione del Soresu che, da quest’ultimo, prende gli stessi movimenti rotatori rispetto all’avversario, assumendo tuttavia un approccio molto più aggressivo utilizzando una sola mano.

Anche la posizione di guardia base è molto simile a quella della Terza Forma ma riadattata per favorire attacchi più veloci e con la possibilità di utilizzare la mano libera per realizzare prese, blocchi e deviazioni.

I punti di forza dello Shien sono indubbiamente le “chiusure” che si riescono ad effettuare con facilità e naturalezza verso qualsiasi attacco inferto, dando vita a combattimenti spesso molto brevi e che si concludono con pochi scambi.

 

 

Forma V: Djem-So

Come lo Shien, anche il Djem-So fa parte della Quinta Forma di combattimento ed è anch’esso uno stile prettamente aggressivo ad una sola mano.

La differenza sostanziale con il precedente è dovuta soprattutto alla diversa posizione di guardia ma si trova anche nella efficacia delle sue difese o “deviazioni”, molto potenti e mirate a distruggere gli attacchi avversari, al punto da rivolgerli contro l’avversario stesso, lasciandolo spiazzato sia a livello fisico che emotivo.

La posizione di guardia del Djem-So ha inoltre lo scopo di creare pressione psicologia nell’avversario, facendolo sentire minacciato e possibile preda di un rapido e potente attacco.

 

 

Forma VI: Niman

La Sesta Forma è considerata la più difensiva tra tutti gli stili di combattimento ed è improntata a far consumare meno energie possibili al suo utilizzatore.

La sua posizione di guardia a due mani permette di mantenere sempre una buona distanza tra i duellanti e di attaccare con affondi diretti, ma molto delicati, utili per disturbare gli attacchi dell’avversario rivolgendoglieli contro o mandandoli fuori bersaglio.

L’utilizzatore del Niman sopperisce alla delicatezza dei suoi attacchi con un’attitudine psicologica che porta di solito l’avversario a perdere la pazienza, proprio al fine di indurlo ad attaccare in modo avventato.

 

 

Forma VII: Vaapad e Juyo

I più aggressivi e violenti tra gli stili di combattimento, il Vaapad e il Juyo sono caratterizzati da potenti deviazioni e da una concatenazione di attacchi veloci e caotici atti a confondere l’avversario. Si differenziano tra loro solo per alcune varianti di attacchi e difese e per la distanza di combattimento con l’avversario.

Il Vaapad, più calmo e difensivo, porta l’utilizzatore ad impiegare spesso finte o anticipi e a lavorare da una distanza maggiore;

Il Juyo, più potente ed aggressivo, predilige chiusure di forza e deviazioni dei colpi avversari, sfruttando anche il peso del corpo per imprimere maggiore forza ai colpi.

 

 

Forma VIII: Jar’Kai

L’ultima forma di combattimento ad essere insegnata risulta anche la più complessa da imparare e praticare, poiché prevede cinque diverse varianti dell’uso contemporaneo di due spade, siano esse impugnate una per mano o unite tra loro in quella che viene chiamata “staffa” o “bastone”.

Le numerose combinazioni delle posizioni di guardia e le varie impugnature delle spade rendono questo stile lungo ed articolato da apprendere, ma anche vario e malleabile.